Startup: quali sono gli aspetti da non sbagliare?

Hai un’idea per una startup innovativa ma non sai da dove partire?

La digital innovation ha trasformato il modo di fare impresa ma le giovani aziende devono stare attente a non commettere errori che potrebbero essere fatali

Piccole e medie imprese, specie se operano nell’ambito di nuove realtà, devono fare i conti con un percorso che non è sempre del tutto chiaro. Molto spesso ignorano di operare in settori strettamente normati dal legislatore.

Capita così che, per risparmiare, non chiedano assistenza legale ad un avvocato esperto che possa evitare all’imprenditore alcuni errori che potrebbero essere fatali.

Secondo Startup Genome, ad esempio, il tasso di mortalità delle startup è del 92%. Solo 8 startup su 100, dunque, sopravvivono.

Perché? Vediamo punto per punto quali sono i temi più importanti.

Come nasce una startup?

Una startup nasce sempre da un’idea, da un’intuizione, dalla voglia di mettersi in gioco. Questo, ovviamente, è un ottimo punto di partenza ma non è sufficiente per dar vita a un progetto di successo. La sola volontà può far poco rispetto a un universo di burocrazie, spese e analisi che, spesso, sono sottovalutate.

Per riuscire a dar vita a una attività di successo è quindi utile seguire una serie di processi che partono da specifiche domande che possono aiutarti a mettere a fuoco il tuo piano di azione.

Prime tappe

Per capire la fattibilità dell’idea è necessario partire da uno studio molto approfondito su prodotto, mercato e target di riferimento. Nel mondo digitale non parliamo più solamente di posizionamento del brand ma anche di saper rispondere alle esigenze di un mercato sempre più liquido, in continua trasformazione.

La domanda di partenza sarà quindi: il mio prodotto riesce a soddisfare una richiesta?

Per poter rispondere a questo e ad altri quesiti è necessario creare quello che viene definito business plan.

Creare un business plan e un modello finanziario efficaci

Il business plan è il documento scritto, ad uso interno o esterno, attraverso il quale un’impresa descrive ciò che fa, i suoi obiettivi e in che modo e in quanto tempo ritiene di poter raggiungere la propria sostenibilità economica e/o il suo successo.

Come dicevamo, è necessario partire da un’approfondita analisi di mercato per poter meglio capire il proprio posizionamento in merito a competitor e clienti.

Lo studio del prodotto, della sua immagine, e di tutto ciò che viene definito come “branding” è un altro elemento di indagine essenziale.

Un business plan ben ponderato dimostra che una startup è sulla buona strada per diventare redditizia. Avere un’idea e renderla un prodotto tangibile è il primo grande passo. Questo dovrebbe essere accompagnato da un piano strategico di vendita che dimostri il potenziale del vostro prodotto e che serva da incoraggiamento per gli investitori.

Un modello finanziario ben studiato, invece, serve a controllare il budget e a garantire che l’azienda non esaurisca il denaro già nella fase iniziale.

Spesso i modelli finanziari scoraggiano coloro che hanno poca esperienza in questo senso ma esistono diversi strumenti disponibili in grado di aiutarvi. Inoltre, è sempre possibile esternalizzare questa attività.

Scelta della tipologia di società

Un altro aspetto molto importante è capire quale tipo di modello societario sia il più affine alle vostra attività.

L’articolo 25 del D.L. n. 179/2012 prevede che la startup sia costituita in forma di società di capitali, anche in forma cooperativa, le cui partecipazioni non siano quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione.

Dunque le possibilità sono le seguente:

La S.r.l.: tipo societario che si contraddistingue per una grande flessibilità e per un risparmio dei costi. Non richiede il collegio sindacale (se non in caso di bilancio consolidato) e il capitale minimo è pari a 10.000,00 euro. È possibile che la S.r.l. sia dotata di un capitale anche inferiore a 10.000,00 euro, e pari almeno ad 1 euro. In tal caso si applica la particolare disciplina dettata dall’articolo 2463, quarto e quinto comma, c.c., che impone l’obbligo di riservizzazione accelerata e di conferire solo in denaro e per l’intero.

La S.p.A.:  è senza dubbio più impegnativa, e presenta una struttura di governance inderogabile. Il capitale minimo è più elevato, pari a 50.000,00 euro. Non è possibile creare diritti particolari attribuiti ai soci, ma è necessario procedere alla creazione di categorie speciali azioni, proprio perché la partecipazione è priva di collegamento con il socio in quanto tale.

Per quanto riguarda la scelta, può essere utile un dato empirico: la maggior parte delle startup assume la forma di S.r.l. innovativa.

Consulenza legale startup

Il nostro studio legale offre un’innovativa consulenza legale  rivolta a  start up ed imprese che lavorano nel campo dell’innovazione tecnologica, dell’informatica e dei servizi web e social web.

  • Analisi e relazione preliminare di progetto
  • Studi di fattibilità giuridica ed assistenza nel business plan
  • Analisi tutela IP (marchi, brevetti, design, software, copyright)
  • Redazione delle modulistiche di progetto (contratti, informative, documenti di sicurezza)
  • Sviluppo e tutela legale del progetto
  • Analisi degli aspetti societari del progetto
  • Consulenza in materia di GDRP e cookie tecnici
  • Check-up e collaudo legale del progetto
  • Analisi degli aspetti operativi, burocratici e di procedura